Durante il normale processo di guarigione, si verifica una graduale diminuzione del numero dei fibroblasti e delle cellule endoteliali, seguito da un aumento dei fasci di fibre collagene, che si intrecciano fra loro generando un tessuto fibroso molto resistente, detto tessuto cicatriziale.
Quando il normale processo metabolico è compromesso, si verifica una sovrapproduzione di fibre di collagene, che porta ad una crescita abnorme del tessuto cicatriziale, al di sopra della superficie cutanea. La cicatrice resta ipertrofica durante la fase iperemica, e non diminuisce la densità iniziale di fibroblasti e cellule mesenchimali.
Questo eccesso di fibre collagene viene classificato come cicatrice ipertrofica, cheloide, cicatrice allargata, contrattura o cicatrice atrofica. Di queste cicatrici, quelle allargate e atrofiche sono solitamente asintomatiche, mentre contratture, cheloidi e cicatrici ipertrofiche sono di solito esteticamente brutte, dolorose e anche limitanti dal punto di vista motorio (Clarke, 2005).